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Vardy non basta alla Cremonese, Cagliari in rimonta fa 2-2

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Category: Notizie
08 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATALa squadra di Nicola si fa riprendere nella ripresa, pari allo Zini...

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Sconfitta dermatite bovina in Sardegna, sì a movimentazione dei capi nella penisola

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Category: Notizie
08 January 2026
© ANSA/EPADopo Ue arriva il via libera del Ministero della Salute...

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Prevenzione e umanizzazione delle cure, accordo tra Lilt e Brigata Sassari

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Category: Notizie
08 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATACollaborazione per attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione oncologica...

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Alimentazione, esperta Iss: "Linee guida Usa? Fatte per americani, non stravolgono"

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Category: Notizie Salute
08 January 2026
Alimentazione, esperta Iss:

Più carne rossa, formaggio e latte intero. Le nuove linee guida nutrizionali degli Stati Uniti danno più spazio alle proteine rispetto al passato. Ma il cambiamento che arriva dalle rinnovate indicazioni governative sul benessere a tavola, a ben guardare, non è poi così 'drammatico'. "Le linee guida alimentari sono specifiche per una determinata popolazione e tengono conto di quelle peculiari emergenze di salute pubblica". Il Dipartimento dell'Agricoltura Usa, che cura le raccomandazioni, dunque, "spinge tanto sulle proteine a causa dell'altissimo tasso di sovrappeso e obesità e l'altissima prevalenza di diabete degli statunitensi. E in questi casi serve proprio abbassare un po' i carboidrati e far salire un pochino le proteine. Quindi nessuno stravolgimento", spiega all'Adnkronos Salute Laura Rossi del Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell'Istituto superiore di sanità (Iss).

Questo lavoro, continua Rossi, "l'abbiamo fatto anche noi nelle nostre ultime raccomandazioni. Abbiamo alzato un po' le proteine, che inizialmente rappresentavano fino al 18% dell'energia, e siamo arrivati al 20%, abbassando un pochino i carboidrati. Gli americani arrivano al 25%, e i dati scientifici ci dicono che è questo il limite a cui si può arrivare senza avere grandi danni per la salute". Quello che, aggiunge l'esperta, "è meno condivisibile è puntare tanto sulle proteine animali. Attenzione: non dico che fanno male, però la letteratura ci dice che una vera protezione per la salute si ha quando si aumentano le proteine vegetali non tanto quando si aumentano quelle animali. Ma anche qui, rispetto alle linee guida, si tratta, probabilmente, di un problema legato alle disponibilità alimentari del territorio e alle modalità di alimentazione della popolazione". Negli Usa "non si mangiano tantissimi legumi, né si consumano nella varietà che utilizziamo noi".

Tra le nuove raccomandazioni, inoltre, "ci sono indicazioni positive come la raccomandazione ad usare cereali integrali e a bere molta acqua. C'è la lotta agli alimenti ultraprocessati e alle bevande zuccherate e una forte limitazione del consumo di alcol". Elemento negativo, invece, oltre al focus sulle proteine animali, secondo l'esperta, "è il messaggio di comunicazione proposto. Sul sito del Dipartimento si propone una piramide rovesciata. Ma se poi si leggono bene le indicazioni non è così. Alla base della piramide resta la frutta e la verdura, non ci sono le proteine. Il messaggio comunicato visivamente non coincide, nella sostanza, con le 10 pagine del documento divulgativo", conclude Rossi.

Vaccini, Lopalco: "Da Usa pessimo segnale con nuovo programma per l'infanzia"

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Category: Notizie Salute
08 January 2026
 - (Fotogramma)

Dagli Usa "un pessimo segnale" con l'annunciata revisione del programma vaccinale per l'infanzia che porterà a raccomandare l'immunizzazione contro 11 malattie rispetto alle 18 previste attualmente. "E' un passo indietro", spiega all'Adnkronos Salute l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente d'Igiene all'università del Salento, commentando le anticipazioni sulla revisione delle vaccinazioni per l'infanzia annunciate dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc).

Con il 'nuovo corso' si continueranno a raccomandare a tutti i bambini le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, poliomielite, pertosse, tetano, difterite, Haemophilus influenzae di tipo B, malattia pneumococcica, Hpv e varicella. Altri vaccini - virus respiratorio sinciziale, l'epatite A, l'epatite B e due tipi di meningite batterica - saranno raccomandati solo per i "gruppi ad alto rischio", altri ancora - rotavirus, influenza, epatite A, epatite B e malattia meningococcica - raccomandati sulla base del cosiddetto processo decisionale clinico condiviso (genitori-medico).

Per Lopalco si tratta di decisioni discutibili. "Solo a titolo di esempio, raccomandare l’epatite B solo a 'bambini a rischio' è un passo indietro nel tempo. E’ una politica che molti Paesi seguivano qualche decennio fa e poi hanno abbandonato perché si è visto che non funziona. Non esistono 'bambini a rischio' per la meningite meningococcica o per la gastroenterite per rotavirus. E’ solo una maniera per vaccinare di meno". I Cdc Usa hanno indicato come modello la Danimarca ma per Lopalco "il paragone non è appropriato: la Danimarca non ha mai fatto passi indietro, eliminando raccomandazioni. Nel suo sistema (interamente pubblico e gratuito) i vaccini sono inseriti nel calendario dell’offerta gratuita con molta parsimonia, ma una volta inseriti si praticano senza se e senza ma".

Vaccini, Andreoni: "Decisione Usa su calendario bimbi è preoccupante"

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Category: Notizie Salute
08 January 2026
 - (Fotogramma/Ipa)

La decisione degli Stati Uniti di rivedere il calendario vaccinale infantile, riducendo il numero di vaccinazioni raccomandate per tutti i bambini, "lascia sconcertati" e "potrebbe favorire il ritorno di malattie che oggi sono sotto controllo". Così all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), commentando l'annuncio dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc).

Secondo Andreoni, "limitare la vaccinazione" per alcune malattie "solo ai bambini" considerati "a rischio è un errore". "Vaccinare anche i bambini sani è fondamentale - spiega l'infettivologo - perché serve a proteggere quelli più fragili, come i bambini immunodepressi, che spesso non riescono a sviluppare una difesa adeguata anche dopo il vaccino".

Il principio è semplice: "Vaccinare il maggior numero possibile di persone riduce la circolazione dei virus". È il concetto di "vaccinazione di comunità. Proteggiamo i più deboli vaccinando tutti - sottolinea Andreoni - ed è lo stesso motivo per cui vacciniamo i giovani: per difendere anche gli anziani". Negli Stati Uniti, conclude, "si sta perdendo la visione della sanità pubblica: la vaccinazione di massa non è una scelta individuale, ma uno strumento essenziale per proteggere l'intera comunità, soprattutto i più fragili, e quindi a maggior rischio".

Adsp Mtcs sigla protocollo intesa con Coni per collaborazione su grandi eventi agonistici

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Category: Notizie Italia
08 January 2026
Adsp Mtcs sigla protocollo intesa con Coni per collaborazione su grandi eventi agonistici

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale fanno squadra per valorizzare lo sport nell’area di riferimento dell’AdSP. Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il Presidente dell’AdSP, Raffaele Latrofa, hanno sottoscritto oggi - al Foro Italico - un protocollo d’intesa finalizzato allo sviluppo di una collaborazione, soprattutto in vista di grandi eventi agonistici. L’accordo si prefigge, fino al termine dell’attuale quadriennio olimpico, la promozione del movimento dando risalto al ruolo dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta nell’accogliere delegazioni, atleti e tifosi in arrivo via mare e sviluppando poli nelle zone retroportuali, anche come leva di rigenerazione urbana.

Previsto anche l’eventuale utilizzo di aree demaniali portuali dismesse o riqualificate per la realizzazione di strutture temporanee, l’organizzazione di crociere tematiche in occasione di manifestazioni nonché di campus sportivi nelle aree interessate, con la possibilità di favorire l’inclusione sociale, veicolando gli ideali sportivi a beneficio dei giovani e delle scuole presenti nelle zone portuali.

La sinergia, destinata anche a diffondere discipline sportive come vela, canottaggio, canoa e kayak, nuoto in acque libere e altri sport nautici all’interno dei porti e dei bacini gestiti dall’AdSP, vivrà nel segno della sostenibilità, mediante progetti di decarbonizzazione e appuntamenti pilota su sport a impatto zero. Le rispettive competenze e visioni strategiche si fondono in una cooperazione che intende utilizzare lo sport come fondamentale motore di crescita nei territori portuali. "Con questo Protocollo vogliamo trasformare i nostri porti in veri e propri luoghi di incontro tra mare, sport e comunità. È una grande opportunità per promuovere inclusione, sostenibilità e valorizzare il territorio, in sintonia con i grandi eventi che attendono la nostra regione. Mi piace definirlo 'sport nei porti', perché l’atto di oggi è una cornice straordinaria che riempiremo di contenuti concreti, alcuni dei quali sono già frutto di rapporti con il Coni. I porti accolgono il mondo e lo sport italiano rappresenta la Nazione: insieme possiamo rafforzare il legame porto-città e diffondere i valori dello sport", commenta il presidente dell'AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Raffaele Latrofa.

Caterina Murino, 'con La vedova scaltra va in scena il riscatto delle donne'

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Category: Notizie
08 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATAL'attrice a Cagliari e Sassari per La Grande Prosa del Cedac...

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Raoul Bova dopo lo scandalo: "I figli mi hanno aiutato a rialzarmi"

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Category: Notizie Italia
08 January 2026
Raoul Bova - fotogramma/ipa

"Quando hai tutto il mondo contro è difficile rialzarsi". Raoul Bova commenta senza filtri i mesi più difficili della sua vita, segnati da una vera e propria bufera mediatica iniziata da alcuni audio privati sottratti, un tentativo di ricatto e chat che in poche ore sono diventate virali sui social travolgendo la sua sfera privata - come la fine della relazione con Rocio Munoz Morales - e anche la sua vita professionale.

Ad aiutarlo a superare questo difficile momento sono stati "i figli, gli amici e la fede - aggiunge l'attore in occasione della conferenza stampa di 'Don Matteo 15' a Roma - che non mi hanno mai abbandonato. C'è poi un istinto di sopravvivenza che ti spinge a rialzarti, ma anche la voglia di trovare giustizia".

"Non ho fatto la cosa giusta, però vado avanti, non posso non andare avanti. A meno che non decida di buttarmi dal quinto piano, ma a quel punto la darei vinta a chi cerca di affossarmi", dice l'attore romano. L'incontro è anche l'occasione per togliere ogni dubbio sul presunto licenziamento della Rai dopo lo scandalo: "In molti lo hanno scritto, ma non è vero. Per rispetto della serie e del pubblico ho subito detto che ero pronto a dare le mie dimissioni, se fosse stato ritenuto giusto, senza oppormi". Dall'azienda, dalla produzione e dal cast è arrivato un grande supporto: "Tutti mi hanno dato fiducia facendomi sentire parte di una famiglia, senza alcun giudizio".

Parlando di Don Massimo, Bova spiega come ci sia tanto di lui nel personaggio che interpreta: "Il tema di questa serie è la vocazione, la ricerca di sé stessi e la ricerca di un posto nel mondo. Sono domande che io stesso mi pongo. C'è tanto di me in Don Massimo: il rapporto con Dio e la debolezza, a volte, nell'affrontare determinate situazioni", ma anche "il sostegno delle persone che ti sono attorno". Diretta da Alexis Sweet, Alessandro Tonda, Tobia Campana, Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, 'Don Matteo 15' – una produzione Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction – va in onda a partire da questa sera, 8 gennaio, e per 10 serate.

La parola d’ordine della stagione è 'cuore' perché tutti i protagonisti, tra quelli noti al pubblico ed i nuovi, si trovano a fare i conti con i sentimenti. Accanto a Don Massimo, Natalina, Pippo e il Maresciallo Cecchini, l’intrecciarsi di storie segue la coppia formata dal Capitano dei Carabinieri, Diego Martini (Eugenio Mastrandrea) e Giulia Mezzanotte (Federica Sabatini), la sorella di Don Massimo. E se Diego sembra avere le idee chiare, sono molte le domande che angustiano Giulia, che ha appena perso la madre, non ha una vera direzione a livello professionale e non riesce ancora a capire quale sia il suo posto nel mondo. A mettere in crisi il Maresciallo Cecchini arriva Caterina Provvedi (Irene Giancontieri) nuova e agguerrita Marescialla il cui trasferimento - forse frutto di un disguido - la porta a contendersi il posto proprio con Cecchini. Anche per Don Massimo non mancano le sfide che hanno, soprattutto, il volto della misteriosa Maria (Fiamma Parente), adolescente incinta e senza memoria. Ad arricchire le trame - investigative e non - delle dieci serate le partecipazioni di Diletta Leotta, Max Tortora e Tosca D’Aquino, Valeria Fabrizi, Alessandro Borghese, Giulio Beranek e Carolina Benvenga.

Bufera Sanità in Sardegna, centrodestra 'Todde scarica colpe sul Consiglio'

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Category: Notizie
08 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATALa minoranza annuncia 'ritorsioni' sull'iter della Finanziaria in Aula martedì 13...

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Infastidito dalla musica alta del locale, spara contro la cassa: arrestato

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Category: Notizie Italia
08 January 2026
Carabinieri - Fotogramma /Ipa

Infastidito dal volume troppo alto della musica ha esploso diversi colpi di arma da fuoco contro la cassa di un locale. Protagonista un 59enne di Acireale, in provincia di Catania, arrestato dai carabinieri che hanno denunciato anche il fratello di 62 anni. L'accusa per loro è di detenzione illecita di armi e munizioni. I militari sono intervenuti nei pressi di via Serra, nella periferia del paese, dove era stata segnalata l'esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco. Giunti sul posto hanno notato, sul muro di cinta di un esercizio commerciale, una cassa acustica con un foro del tutto simile a quello prodotto da un proiettile. Il titolare del negozio ha raccontato loro che proprio quella cassa era da tempo al centro di una diatriba con uno dei residenti del quartiere. L'uomo, disturbato dal 'rumore', quella mattina però aveva deciso di passare alle vie di fatto, esplodendo svariati colpi di pistola dalla sua abitazione, mentre il titolare si trovava all'interno del negozio insieme al padre e a due clienti.

Raggiunto nella sua abitazione, il 59enne, dopo avere inizialmente negato il possesso di armi, ha consegnato un fucile calibro 12, nascosto sotto un armadio. Su un muretto del bagno, i carabinieri hanno trovato una pistola calibro 38 special carica e 9 munizioni, mentre nel camino c'erano 13 bossoli dello stesso calibro, verosimilmente quelli poco prima esplosi. L'uomo ha spiegato ai militari che le armi ritrovate nella propria abitazione erano di proprietà del defunto padre, nella cui casa - di cui aveva le chiavi solo il fratello 62enne dell'uomo - dentro un armadio blindato erano custodite una pistola calibro 32 e 74 cartucce di vario calibro, mentre altre 272 cartucce calibro 12 erano nel garage. "Nell'originaria denuncia di detenzione - spiegano gli investigatori dell'Arma - risultano altre armi che, allo stato, sono mancanti". L’arresto del 59enne è stato convalidato e l'uomo è stato posto ai domiciliari. Per il fratello, invece, è scattata la denuncia.

La biografa di Lindsay Kemp: "Con David Bowie un grande amore, tentò suicidio per lui"

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Category: Notizie Italia
08 January 2026
David Bowie e Lindsay Kemp in 'Pierrot in Turquoise'

"Lindsay Kemp è stato follemente innamorato di David Bowie. Dopo aver scoperto un suo tradimento tentò il suicidio, si tagliò le vene in camerino, dopo uno spettacolo, sgorgava sangue...naturalmente tutto molto teatrale. Ma fecero pace e ritornarono a teatro insieme con 'Ziggy Stardust and Spiders from Marts', un capolavoro, uno spartiacque nella storia dei concerti rock". Parla con l'Adnkronos, a 10 anni dalla scomparsa di David Bowie, Daniela Maccari, una delle più note interpreti di Lindsay Kemp, oggi erede accanto a David Haughton, dell'immenso patrimonio del grande artista inglese.

"Non ho mai conosciuto personalmente David Bowie - aggiunge - Ma Lindsay ha raccontato nelle sue memorie, che negli anni mi dettava in inglese, e che presto saranno pubblicate, l'incontro che ha profondamente influenzato tutta la poetica musicale e spettacolare di Bowie. Era il 1967, galeotta fu l'agenzia teatrale Nems Enterprises che rappresentava i due artisti, Lindsay e un quasi sconosciuto David Jones, a cui il regista, danzatore e coreografo aveva 'rubato' le note del suo brano 'When I live my dream' per 'Clowns' al Littlle Theatre di Londra".

Il primo appuntamento fra loro a Batemen Street nel quartiere di Soho. "Una casa in cui abitavano come all'interno di una grande famiglia, ballerini, attori, vicini di casa di passaggio, chi per fumare, chi per chiedere una birra...Bowie non si spaventò, più tardi confesserà, 'sin dal primo momento ho desiderato unirmi a questo circo' - prosegue Daniela Maccari - 'Tutto quello che pensavo fosse bohèmien...era la vita stessa di Lindsay, la sua quotidianità è puro teatro'. Comincia in quegli anni una grande avventura artistica e sentimentale che unirà Lindsay e David non solo sul palcoscenico. Una 'rivoluzione gentile' la loro, una 'soft revolution', dopo la tragedia della guerra, alla riscoperta di una nuova libertà".

"Nasce 'Pierrot in Turquoise', un omaggio alla Commedia dell'Arte, al turchese, pietra simbolo di eternità per il buddismo. In quegli anni - ricorda ancora - David Bowie stava pensando di ritirarsi in un monastero buddista, scherzando confesserà più tardi che 'Lindsay mi ha salvato dal radermi la testa'".

La relazione tra Lindsay Kemp e David Bowie va avanti, tra alti e bassi, tra scappatelle e tradimenti, fino al 1968, poi la rottura, ma non la separazione definitiva. "Nel 1972 - racconta ancora la biografa di Kemp - Lindsay è ad Edimburgo per il primo embrione di 'Flowers' ed è Angela Bowie, la Angie della canzone dei Rolling Stones, a chiedere di realizzare la regia di 'Ziggy Stardust'. Lindsay accetta la sfida, sarà l'uomo delle stelle, lo 'Starman', dell'omonima canzone. Scendeva da scale altissime e ogni sera si pentiva di aver avuto quella idea registica - sottolinea ancora - Lui che aveva il terrore dell'altezza".

"Aveva firmato, non solo la regia, ma anche la scenografia (scale, ballatoi molto simili alla messa in scena di 'Flowers'), i costumi (l'abito a ragnatela, che utilizzerà anche nei suoi spettacoli) il trucco, di ispirazione giapponese. Un trionfo anche per David Bowie, nasceva il 'theatre rock', 'glam rock', il 'glitter rock", conclude Daniela Maccari, che nel 2020 ha firmato i costumi, il trucco e le coreografie dello spettacolo 'The Bowie Show' con Andy dei Bluvertigo & The Bowie Show, ispirandosi allo storico 'Ziggy Stardust' del '72.

Sabahi: ''Peggior incubo di Khamenei è fare la fine di Maduro, ma non fuggirà come Assad''

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Category: Notizie Italia
08 January 2026
Sabahi: ''Peggior incubo di Khamenei è fare la fine di Maduro, ma non fuggirà come Assad''

''In questo momento il peggior incubo di Khamenei'', la guida suprema dell'Iran, è quello di ''fare la fine di Maduro'', il deposto presidente venezuelano catturato in un blltz dagli Stati Uniti e portato in un carcere di Brooklyn per poi essere processato a Manhattan. Ma quello che è ''altamente improbabile'' è che l'Ayatollah Ali Khamenei faccia ''la stessa scelta di Assad'', l'ex presidente siriano rimosso nel dicembre del 2024, e ''che abbia l'aereo pronto per andare in Russia come ha fatto lui''. Lo spiega all'Adnkronos Farian Sabahi, professoressa associata in Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell’Insubria, sottolineando che ''Khamenei ha 86 anni, ha passato tutta la sua vita a difendere la Repubblica islamica'' e ''preferirebbe la morte con il martirio e passare alla storia come quello che si è sacrificato come l'Imam Hossein nel 680 d.C.'' piuttosto che fuggire.

Inoltre, ''a differenza di Maduro, Khamenei può ancora contare sul sostegno della cerchia dei suoi fedelissimi e dei Pasdaran'', sebbene ''anche in Iran c'è un'infiltrazione del Mossad, altrimenti lo scorso giugno non ci sarebbe stata la strage dei Pasdaran''. Quello che ''è possibile che gli Stati Uniti facciano un tentativo, non è da escludere, è questo è il peggior incubo di Khamenei in questo momento''.

Sabahi ricorda che ''anche nella guerra dei 12 giorni'' con Israele a giugno Khamenei ''era rinchiuso in un bunker, era sparito dai riflettori'' e anche quella odierna è ''una situazione che sicuramente percepisce come delicata''. Però l'Iran ''non è lo stesso Paese'' del Venezuela, ''l'Iran non è nel giardino di casa degli Stati Uniti, per gli americani arrivare a Teheran non è immediato come arrivare a Caracas''. Tra l'altro i dodici giorni della guerra di giugno con Israele ''hanno fatto disamorare gli iraniani in Iran rispetto a un intervento militare estero''.

Per quanto riguarda le manifestazioni, esplose nuovamente il 28 dicembre per il carovita e allargatesi ad altri settori della società civile con gli studenti universitari in prima linea, secondo Sabahi ''la piazza non ha un leader''. Autrice di 'Alla corte dello scià' e di 'Noi donne di Teheran', Sabahi sottolinea che ''non c'è nessun giornalista occidentale in questo momento in Iran'' e le notizie che ''noi leggiamo sui media dell'opposizione'' che parlano di ''slogan a favore dell'ultimo scià e di suo figlio non sappiamo con che frequenza ci siano realmente''.

Sabahi riflette sul fatto che ''Reza Pahlavi è un principe, primogenito dell'ultimo scià, nato nel 1960 che ha lasciato l'Iran quando aveva 16 anni per la formazione militare negli Stati Uniti e da allora non è più potuto rientrare''. Reza Pahlavi ''si è detto pronto a guidare la transizione verso la democrazia'', ma ha anche chiarito di ''non voler trasferirsi stabilmente in Iran per il resto della sua vita'' perché ''negli Stati Uniti ha tutti i suoi affetti''.

Inoltre ''il nome di Reza Pahlavi evoca sì lo splendore dell'antico regno persiano, ma evoca anche le disuguaglianze sociali che c'erano in Iran al tempo dello scià e le torture della Savak, la polizia segreta dello scià, e l'asservimento dell'Iran agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna'', spiega.

Sull'Iran incombe poi ''il rischio di un ulteriore bombardamento israeliano'', già minacciato durante una conferenza stampa congiunta a Mar-a-Lago, in Florida, tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. ''A giugno, dopo il bombardamento israeliano, l'opinione pubblica iraniana si era compattata con il regime'', afferma Sabahi, ricordando che ''erano stati bombardati interi quartieri residenziali di Teheran, era stato detto alla popolazione della capitale di andarsene perché c'era l'intenzione di condurre raid a tappeto''. L'effetto delle minacce di Trump e Netanyahu, quindi, è in parte quello di unire gli iraniani, ma ''dipende''.

''Viste dalla diaspora iraniana, le minacce di Trump contro il regime'' sono ''aiuti'', perché il presidente americano si è detto disposto a intervenire nel caso venissero uccisi manifestanti come nelle precedenti manifestazioni. ''Ma intervenire come? Con le bombe? Da chi è in Iran questo intervento ovviamente non viene visto favorevolmente'', anche perché ''di recente i bombardamenti hanno sventrato interi quartieri residenziali'' oltre che ''l'enorme deposito di carburante'' per cui ''a un certo punto non si poteva più scappare'' e anche ''mio padre era rimasto bloccato lì''. Inoltre ''Israele aveva annunciato di voler bombardare il carcere di Evin per far scappare i detenuti, ma hanno bombardato le palazzine dove erano detenuti prigionieri politici causando morti''.

Bufera Sanità in Sardegna, resa dei conti Todde-centrodestra in Commissione

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Category: Notizie
08 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATALa governatrice: 'maggioranza solida, Pd governa con noi non è su Marte'...

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Genetista Novelli: "Noi fondamentali per dare identità a vittime Crans Montana"

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Category: Notizie Salute
08 January 2026
Genetista Novelli:

"Il ruolo dei genetisti forensi è fondamentale quando il riconoscimento delle vittime di una strage, di un’esplosione o di un incendio è impossibile". Lo afferma all'Adnkronos Salute Giuseppe Novelli, genetista, rettore dell’Università di Roma Tor Vergata dal 2013 al 2019 e oggi membro del Cnbbsv (Comitato nazionale per le biotecnologie, la biosicurezza e le scienze della vita), organismo che supporta il Governo nell’elaborazione di indirizzi scientifici e di sicurezza.

Un esempio recente è quanto accaduto la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. "Ma l’importanza del nostro lavoro – ricorda Novelli – è emersa in modo evidente all’alba dell’11 marzo 2004, dopo l’attentato alla stazione di Atocha a Madrid". In quella mattina, dieci bombe esplosero su quattro treni gremiti di pendolari: morirono 193 persone di 17 nazionalità diverse e i feriti furono 1.856.

"Fu la prima volta – spiega – che si parlò di applicazione massiva, su larga scala, del Dna a fini identificativi. Da allora è diventato chiaro quanto sia cruciale il ruolo del genetista, capace di restituire un’identità a corpi gravemente mutilati e di ricondurli alle loro famiglie".

Novelli, 'dare un nome e un cognome a un corpo irriconoscibile è un lavoro straordinario'

I genetisti forensi tornarono a essere centrali anche dopo il disastro di Fukushima, l'11 marzo del 2011, quando un terremoto e il successivo tsunami causarono oltre 20mila morti e dispersi."Dare un nome e un cognome a un corpo irriconoscibile è un lavoro straordinario - sottolinea Novelli - Io stesso ho identificato alcune vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine: prima dell’analisi del Dna, sulle loro tombe c’era solo la stella di David".

Il Dna, precisa l’esperto, "è uno strumento potentissimo, ma va sempre contestualizzato. Bisogna stabilire la provenienza del campione biologico – sangue, capelli, saliva, sperma – e l’analisi biostatistica deve essere condotta da genetisti con competenze specifiche". Fondamentale anche il ruolo dei laboratori, che devono essere accreditati e qualificati. "Il test è ormai standardizzato e svolto da macchine, ma servono professionisti in grado di interpretare correttamente i dati". È così che si arriva al riconoscimento attraverso i legami di parentela, come nel caso delle giovani vittime di Crans-Montana: "Il Dna dei genitori, prelevato dalla saliva, viene confrontato con il materiale biologico delle vittime non identificate", conclude Novelli.

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